Seleziona una pagina

Gāyatrī mantra

La Gāyatrī ha le sue radici negli antichi testi vedici, in particolare nel Rigveda, uno dei quattro Veda principali. È attribuita al ṛṣi (saggio) Viśvāmitra, che la ricevette direttamente dal divino. Questa invocazione sacra ha attraversato i secoli come un dono prezioso della tradizione vedica, mantenendo la sua rilevanza e potere spirituale fino ai giorni nostri. La recitazione della Gāyatrī è considerata un’importante pratica spirituale per coloro che cercano l’illuminazione e la crescita interiore.

(Devanagari)
ॐ भूर्भुवः॒ स्वः ।
तत्स॑वितुर्वरे॑ण्यं
भ॒र्गो॑ दे॒वस्य॑ धीमहि ।
धियो॒ यो नः॑ प्रचो॒दया॑त् ॥

RV 3.62.10

 (IAST)
Oṃ bhūr bhuvaḥ svaḥ
tát savitúr váreṇ(i)yaṃ
bhárgo devásya dhīmahi
dhíyo yó naḥ pracodáyāt

(Significato: tratto da un insegnamento di Śrī Tathāta)

Riconnettiamo i nostri 3 corpi primari (fisico, pranico e mentale) con i corrispondenti piani dell’universo. Possa l’energia del sole risvegliare dentro di noi l’energia della Sorgente Suprema (che questa stessa energia solare riflette). Tramite la meditazione invitiamo questa radianza splendente a divinizzare il nostro essere, fino a permetterci di conseguire l’intelligenza divina e l’illuminazione completa.

Importanza della recitazione del Gāyatrī mantra

Il mantra della Gāyatrī è composto di ventiquattro sillabe ed è articolato in tre mahāvyāhrti, termine che designa la triplice formula sacra pronunciata dopo l’ Om (ॐ N.d.T.); originariamente le vyāhrti erano sette, ma attualmente ne vengono utilizzate tre. Le prime tre vyāhrti sono bhūr bhuvaḥ svaha.
Bhūr-loka, Bhuvar-loka, Svar-loka, rappresentano i tre mondi, i tre mandala universali che a livello umano trovano una loro corrispondenza nei tre Śarīra, ovvero i nostri tre corpi (fisico, pranico e mentale); attraverso la recitazione di queste tre vyāhṛti possiamo connettere il microcosmo umano con il macrocosmo universale.
Dunque, queste prime tre vyāhrti “bhūr bhuvaḥ svaḥ” hanno la capacità di coniugare i nostri piani umani individuali con i corrispettivi piani universali.
Bhur-loka è il pianeta Terra e rappresenta tutte le attività connesse con il piano terrestre; Bhuvar-loka costituisce il mandala collegato con il prāṇa, ovvero il piano sottile dal quale prendiamo l’energia vitale; Svar-loka è il piano connesso con la mente umana che nel macrocosmo corrisponde al piano celeste sul quale l’uomo è chiamato a vivere, nella gioia e nella beatitudine, per diritto di nascita. Così, quando recitiamo queste tre sacre parole “bhūr bhuvaḥ svaḥ” vengono collegati i tre piani, i tre mondi esterni con quelli che si trovano in noi.
Oggi l’intera umanità versa in uno stato d’estremo turbamento. Come mai? Ciò è dovuto al fatto che i nostri tre corpi non sono più in sintonia o in risonanza con i tre piani corrispondenti nell’universo perché non sappiamo più come farlo. Noi viviamo una vita separati da essi, e ciò che dovremmo fare e ritrovare una connessione con questi piani. Così, l’agitazione e lo scombussolamento che vediamo nel modo d’oggi è il risultato della nostra “fuga” da questi tre piani dell’Esistenza.
(Da un insegnamento di Śrī Tathāta, Varaire 2011)

{

“La conoscenza perfetta dello Yoga Vaivarta (unione con la manifestazione divina) o dell’ Aiśvara Yoga (unione con il Signore) si ottiene vivendo secondo il Sentiero di Mezzo”

Śrī Tathāta